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La rivista dei soci

CENTURIA


La Cassa Rurale ed Artigiana di Borgo San Giacomo festeggia 125 anni di storia a servizio del territorio

 

Correva l’anno 1894 quando Mons. Saleri don Serafino, parroco di Borgo San Giacomo dal 1870, diede vita alla CRA di Borgo San Giacomo, al tempo Cassa Rurale e di Prestiti, insieme ad alcune persone che si fecero promotrici dell’iniziativa.

Il sacerdote accolse le istanze provenienti da alcune fasce disagiate della popolazione, fermamente intenzionato a dare nuove opportunità ai contadini, ai braccianti e agli operai delle fabbriche in un momento storico caratterizzato da profonde diseguaglianze e forti tensioni sociali.

Fu in quel periodo, grazie alla generosità di poche persone, che molti ebbero una risposta concreta ai loro bisogni e che si ponevano le basi dei moderni concetti di cooperazione e mutualità, anche in campo economico.  

I gabianesi conoscono le origini di questa “storia d’altri tempi”, un’avventura nata in modo molto “familiare”, basti pensare che la sede della banca nei primi tempi era situata presso l’abitazione del Direttore, il ragionier Vittorio Ranzenigo - conosciuto da tutti come “el siòr Vittorio”.

Sono trascorsi 125 anni e, anche se viviamo in un contesto socio-economico molto diverso, la lunga storia della nostra Cassa, fatta di orgoglio e senso di appartenenza, ci ricorda quali sono i valori che non mutano nel tempo: la fiducia nelle persone, la condivisione dei progetti e la collaborazione soprattutto nei momenti difficili.

Negli ultimi vent’anni la Cassa Rurale di Borgo pur non modificando la sua originaria denominazione ha saputo stare al passo con i tempi, aumentando gradualmente il numero delle filiali, dei soci e dei clienti, senza perdere mai di vista il proprio carattere distintivo, di banca nata per servire al meglio il territorio e le comunità locali. Questa vocazione, sempre presente nella mente e nel cuore degli Amministratori e dei Direttori che si sono susseguiti in questi decenni, ha permesso alla CRA di essere apprezzata come “banca di famiglia”, solida e patrimonializzata e proprio per questo in grado di sostenere le iniziative imprenditoriali di artigiani, commercianti, agricoltori e di soddisfare i bisogni finanziari delle famiglie della bassa bresciana.

Tanti anni di storia ci rendono fieri di appartenere ad un mondo, quello del credito cooperativo, che sta affrontando molti epocali cambiamenti sia sul piano legislativo che sul fronte organizzativo e della governance.  Ci riferiamo principalmente alla riforma delle BCC/CR a seguito della quale le singole banche devono rinunciare alla propria autonomia giuridico-imprenditoriale e accettare la direzione, il coordinamento e il controllo di una Capogruppo per garantire in solido tutte le consorelle e le società aderenti al gruppo bancario cooperativo di appartenenza e puntare sull’efficientamento e sulla messa in sicurezza del sistema.

Questo nuovo modello di Credito Cooperativo che si sta costruendo e che la nostra Cassa sin dall’inizio ha promosso aderendo a Cassa Centrale Banca presuppone necessariamente una rinuncia di parte dell’autonomia delle BCC per la tutela del “bene comune”, rappresentato dal rafforzamento dell’interno il sistema cooperativo; l’auspicio è che le singole banche, con la loro identità e il patrimonio di persone e di idee, vengano preservate e non si riducano a semplici sportelli bancari.

Questo anniversario ci aiuti a ricordare quello è stato faticosamente costruito perché le nuove generazioni siano capaci di mantenersi cooperatori, animati dai valori della solidarietà e della mutualità e capaci di aprirsi al dialogo e alla condivisione.

(Testo Luisa Paccani, fotografia Emilio Gardoni)


 

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